TFR lordo maturato
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Quanto TFR hai maturato, come si rivaluta ogni anno e quanto resta netto con la tassazione separata, con esempi e le regole su anticipo e fondo pensione.
Quota TFR annua = retribuzione annua / 13,5, meno lo 0,50% di contributo INPS. Esempio: RAL 30.000 € → circa 2.072 € di TFR all'anno; dopo 10 anni ≈ 20.722 € lordi di quote (più la rivalutazione annua), pari a circa 15.956 € netti con la tassazione separata (aliquota media 23%). Calcola il tuo TFR →
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Sì, il TFR è tassato con tassazione separata: il datore di lavoro applica l'aliquota media IRPEF del reddito di riferimento (TFR × 12 / anni di servizio), quindi almeno il 23%, mentre le rivalutazioni annue pagano un'imposta sostitutiva del 17%. Sull'importo erogato non si pagano contributi INPS.
Per sapere quanto viene tassato il tuo TFR usa il calcolatore in alto o gli esempi qui sotto. In seguito l'Agenzia delle Entrate può riliquidare l'imposta con l'aliquota media dei cinque anni precedenti.
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) si calcola in due momenti distinti.
1. Maturazione (ogni anno). La quota annua è pari alla retribuzione annua utile divisa per 13,5, meno lo 0,50% della retribuzione versato all'INPS. Il fondo accantonato si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento ISTAT; sulla rivalutazione il datore trattiene ogni anno un'imposta sostitutiva del 17%.
2. Erogazione (tassazione separata). Il TFR, al netto delle rivalutazioni già tassate, non si somma allo stipendio: il datore calcola il reddito di riferimento (TFR × 12 / anni di servizio), applica a questo importo gli scaglioni IRPEF 2026 (23%–33%–43%) e ne ricava l'aliquota media, che viene poi applicata all'intero TFR. Sul TFR erogato non si pagano contributi INPS. In seguito l'Agenzia delle Entrate può riliquidare l'imposta con l'aliquota media dei cinque anni precedenti, chiedendo la differenza o rimborsandola.
Retribuzione costante, TFR lasciato in azienda, rivalutazione esclusa (stime calcolate con il metodo sopra).
| RAL | Anni | TFR lordo maturato | Aliquota media | TFR netto stimato |
|---|---|---|---|---|
| 25.000 € | 5 | 8.634 € | 23,00% | ≈ 6.648 € |
| 30.000 € | 10 | 20.722 € | 23,00% | ≈ 15.956 € |
| 40.000 € | 20 | 55.259 € | 24,55% | ≈ 41.690 € |
| 60.000 € | 15 | 62.167 € | 27,37% | ≈ 45.152 € |
L'aliquota media dipende dal reddito di riferimento, non dall'importo totale del TFR: a parità di TFR, più anni di servizio significano un'aliquota più bassa. Per lo stipendio mensile usa il calcolatore da lordo a netto.
Ogni anno matura una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Dalla quota il datore di lavoro sottrae lo 0,50% della retribuzione, un contributo aggiuntivo per la pensione (legge 297/1982). Nella retribuzione utile entrano tutte le somme pagate in modo non occasionale, compresi i compensi in natura; restano fuori i rimborsi spese, salvo diversa previsione del CCNL. I periodi di malattia, infortunio, maternità e cassa integrazione contano come se si fosse lavorato.
| RAL | TFR maturato in un anno | Al mese | In 3 mesi | In 5 anni (senza rivalutazione) |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 1.381,48 € | 115,12 € | 345,37 € | 6.907 € |
| 25.000 € | 1.726,85 € | 143,90 € | 431,71 € | 8.634 € |
| 30.000 € | 2.072,22 € | 172,69 € | 518,06 € | 10.361 € |
| 35.000 € | 2.417,59 € | 201,47 € | 604,40 € | 12.088 € |
| 40.000 € | 2.762,96 € | 230,25 € | 690,74 € | 13.815 € |
Per i mesi lavorati in parte conta come mese intero una frazione di almeno 15 giorni.
Il TFR accantonato si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (senza tabacchi) rispetto al dicembre precedente. Il coefficiente si applica al fondo accumulato al 31 dicembre dell'anno prima, non alla quota dell'anno in corso. Per chi lascia il lavoro durante l'anno si usa il coefficiente del mese di cessazione.
| Periodo | Coefficiente di rivalutazione TFR |
|---|---|
| Dicembre 2025 (anno intero) | 2,311148% |
| Gennaio 2026 | 0,363025% |
| Febbraio 2026 | 0,862716% |
| Marzo 2026 | 1,437346% |
| Aprile 2026 | 2,311728% |
| Maggio 2026 | 2,661543% |
| Giugno 2026 | 2,786543% |
| Luglio 2026 | 3,136358% |
| Agosto 2026 | 3,710988% |
| Settembre 2026 | 4,285617% |
Esempio: con 20.000 € di TFR accumulati al 31 dicembre 2025 e cessazione a settembre 2026, la rivalutazione è di 857,12 € lordi; tolta l'imposta sostitutiva del 17% restano 711,41 €.
Coefficienti calcolati con la formula di legge (art. 2120 c.c.) sugli indici ISTAT; settembre 2026 sull'indice pubblicato il 16 ottobre 2026.
Il TFR spetta in ogni caso di cessazione del rapporto, ma il codice civile non fissa una scadenza per il pagamento: i tempi dipendono dal contratto collettivo e dall'azienda. In caso di ritardo il giudice riconosce gli interessi legali e la perdita di valore del credito (art. 429 del codice di procedura civile). Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni.
Se il datore di lavoro è insolvente, paga il Fondo di garanzia dell'INPS: quando c'è una procedura concorsuale (per esempio il fallimento) o, per le aziende che non vi sono soggette, dopo un'esecuzione forzata rimasta senza esito. Il Fondo paga entro 60 giorni dalla domanda e copre anche le ultime tre mensilità non pagate.
Ogni anno matura una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5, meno lo 0,50% versato all'INPS. Il fondo si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'aumento ISTAT. Esempio: con RAL 30.000 € la quota annua è circa 2.072 €.
Si calcola il reddito di riferimento (TFR × 12 / anni di servizio), si applicano gli scaglioni IRPEF 2026 e si ottiene l'aliquota media, che si applica a tutto il TFR. Esempio: RAL 30.000 €, 10 anni → 20.722 € lordi, aliquota 23%, circa 15.956 € netti.
Con l'aliquota media IRPEF del reddito di riferimento, quindi almeno il 23% (primo scaglione). Le rivalutazioni annue sono tassate a parte con imposta sostitutiva del 17%. Sul TFR non si pagano contributi INPS.
Sì: il calcolatore in cima a questa pagina stima TFR maturato, tasse e TFR netto partendo da retribuzione annua e anni di servizio. Per i dipendenti pubblici con TFS usa il simulatore TFS netto. Vai al calcolatore TFR o al simulatore TFS netto.
No. Lo stipendio sconta INPS e detrazioni da lavoro; il TFR ha tassazione separata ad aliquota media e non si somma agli altri redditi dell'anno.
In genere tra il 23% e il 27% per redditi medi: il 23% se il reddito di riferimento resta entro 28.000 €, di più oltre questa soglia.
Il TFR matura come accantonamento visibile nel cedolino, ma non è una voce di netto mensile: il lavoratore lo riceve alla cessazione del rapporto o in caso di anticipo.
Il TFR lasciato in azienda è tassato con l'aliquota media IRPEF (minimo 23%). Il TFR destinato a un fondo pensione ha una tassazione più favorevole: dal 15% fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione.
Si può chiedere fino al 70% del TFR maturato presso lo stesso datore, con almeno 8 anni di servizio, una sola volta nel corso del rapporto. Causali previste dalla legge: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi parentali e per la formazione. Il datore può respingere oltre il 10% degli aventi diritto o il 4% dei dipendenti totali in un anno.
Sì. Il TFR accantonato in azienda si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Il TFR versato a un fondo pensione segue invece il rendimento del fondo scelto.
Sì, per la busta paga usa il calcolo RAL netto o il calcolatore stipendio da lordo a netto. Vai al calcolo RAL netto o al calcolatore da lordo a netto.
Tutte le somme pagate in dipendenza del rapporto di lavoro in modo non occasionale, comprese tredicesima e quattordicesima; restano fuori i rimborsi spese. Il CCNL può escludere alcune voci, per esempio gli straordinari.
Come il TFR finale: con tassazione separata e l'aliquota media calcolata sul reddito di riferimento. Alla liquidazione finale l'imposta viene ricalcolata sull'intero TFR, tenendo conto di quanto già trattenuto sull'anticipo.
Entro sei mesi dall'assunzione il dipendente sceglie se lasciare il TFR in azienda o versarlo a un fondo pensione. Se non sceglie, il TFR che matura da quel momento va al fondo pensione negoziale previsto dal contratto. Dal 1° luglio 2026 i dipendenti privati alla prima assunzione aderiscono automaticamente alla previdenza complementare e hanno 60 giorni per rinunciare. Chi passa al fondo pensione non può poi tornare indietro.
La trattiene e la versa il datore di lavoro con il modello F24: acconto entro il 16 dicembre (codice tributo 1712) e saldo entro il 16 febbraio dell'anno successivo (codice 1713).
Il TFR in busta paga non compare come voce di netto mensile: matura come accantonamento visibile nel cedolino (spesso in una sezione dedicata), ma il lavoratore lo riceve solo alla cessazione del rapporto o nei casi di anticipo previsti.
La tassazione TFR in azienda (se non destinato alla previdenza complementare) segue la tassazione separata con l'aliquota media IRPEF del reddito di riferimento (minimo 23%), come spiegato sopra. Se invece il TFR viene destinato a un fondo pensione, la tassazione è diversa e generalmente più favorevole: si applica un'aliquota che parte dal 15% e si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il 15°, fino a un minimo del 9% dopo 35 anni di adesione.
Nelle aziende più grandi il TFR non scelto per un fondo pensione non resta in azienda ma va al Fondo di Tesoreria dell'INPS: la soglia è di 60 addetti nel 2026 e 2027, 50 dal 2028 al 2031 e 40 dal 2032, calcolata sulla media dell'anno precedente. Per il lavoratore non cambia nulla: il TFR si calcola e si tassa allo stesso modo.
Dal 1° luglio 2026 i dipendenti privati alla prima assunzione (esclusi i domestici) aderiscono automaticamente alla previdenza complementare e hanno 60 giorni per rinunciare. Il TFR in busta paga (Qu.I.R.) è stato solo una sperimentazione dal marzo 2015 al giugno 2018 e oggi non è più possibile.
In sintesi: TFR lasciato in azienda → aliquota media IRPEF (min. 23%); TFR in fondo pensione → 15%-9% in base agli anni di adesione. La scelta più conveniente dipende dalla propria situazione fiscale e dall'orizzonte temporale alla pensione.
Il lavoratore può chiedere un anticipo TFR mentre il rapporto è ancora in corso: serve avere almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e si può ottenere fino al 70% del TFR maturato (art. 2120 del codice civile). L'anticipo si può chiedere una sola volta nel corso del rapporto, salvo condizioni più favorevoli previste dal CCNL o da accordi individuali.
Causali previste dalla legge:
Ogni anno le richieste accolte non possono superare il 10% degli aventi diritto e comunque il 4% del totale dei dipendenti. Altre causali (per esempio la ristrutturazione della casa) valgono solo se le prevede il contratto collettivo o un accordo con l'azienda. L'anticipo segue la stessa tassazione separata del TFR di fine rapporto.
Per i dipendenti pubblici la disciplina di fine rapporto è diversa (TFS o TFR pubblico secondo la data di assunzione): vedi simulatore calcolo TFS netto.