Stipendio lordo mensile
-
Le paghe minime 2026 del CCNL lavoro domestico per colf, badanti e baby sitter, i contributi INPS da versare ogni trimestre e il calcolo di tredicesima e TFR.
Badante convivente (livello CS): 1.193,84 € lordi al mese dal 1° gennaio 2026. Non convivente: da 6,51 a 9,97 € l'ora secondo il livello. Contributi INPS da 1,24 a 2,34 € l'ora. Calcola il tuo caso →
-
-
-
-
-
Dal 1° gennaio 2026 valgono i nuovi minimi del CCNL lavoro domestico, aggiornati con il rinnovo del contratto (+40 € sui minimi nel 2026, poi altre tranche nel 2027 e nel 2028). Per chi vive in casa con la persona assistita lo stipendio è mensile:
| Livello | Profilo tipico | Minimo mensile convivente |
|---|---|---|
| A | colf generica senza esperienza | 908,10 € |
| AS | addetto alla compagnia | 958,55 € |
| B | colf con esperienza, baby sitter | 983,16 € |
| BS | badante di persona autosufficiente | 1.053,39 € |
| C | cuoco/a | 1.123,63 € |
| CS | badante di persona non autosufficiente (non formata) | 1.193,84 € |
| D | governante, maggiordomo | 1.404,51 € |
| DS | badante formata di persona non autosufficiente | 1.474,73 € |
Una badante convivente di livello CS (assistenza a persona non autosufficiente) ha quindi un minimo di 1.193,84 € lordi al mese, più vitto e alloggio. Per l'assistenza notturna e la sola presenza notturna il contratto prevede importi a parte.
Per chi lavora a ore il CCNL fissa una paga oraria minima. Con 40 ore a settimana si arriva a questi importi mensili (52 settimane diviso 12 mesi):
| Livello | Minimo orario | 40 ore a settimana (al mese) |
|---|---|---|
| A | 6,51 € | 1.128,40 € |
| AS | 6,76 € | 1.171,73 € |
| B | 7,01 € | 1.215,07 € |
| BS | 7,45 € | 1.291,33 € |
| C | 7,86 € | 1.362,40 € |
| CS | 8,30 € | 1.438,67 € |
| D | 9,57 € | 1.658,80 € |
| DS | 9,97 € | 1.728,13 € |
Per esempio una badante non convivente di livello CS con 40 ore settimanali prende almeno 1.438,67 € lordi al mese.
I contributi si pagano ogni trimestre e si calcolano a ore, in base alla paga oraria comprensiva della quota di tredicesima. Importi 2026 per i rapporti a tempo indeterminato:
| Retribuzione oraria (con quota tredicesima) | Contributo orario totale | di cui a carico del lavoratore |
|---|---|---|
| fino a 9,61 € | 1,70 € | 0,43 € |
| da 9,61 a 11,70 € | 1,92 € | 0,48 € |
| oltre 11,70 € | 2,34 € | 0,59 € |
| orario oltre 24 ore settimanali (qualsiasi paga) | 1,24 € | 0,31 € |
Se l'orario supera le 24 ore settimanali si applica sempre il contributo ridotto di 1,24 € l'ora. Per i rapporti a tempo determinato i contributi sono leggermente più alti (contributo addizionale dell'1,4%).
Il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta: in busta paga non si trattiene l'IRPEF, ma solo la quota di contributi INPS a carico del lavoratore. Per questo il netto è quasi uguale al lordo; se nell'anno il reddito supera la soglia di esenzione, l'IRPEF si paga con la dichiarazione dei redditi.
Tredicesima: spetta una mensilità in più a dicembre, in proporzione ai mesi lavorati (stipendio mensile × mesi ÷ 12). Per i conviventi comprende anche l'indennità di vitto e alloggio.
TFR: ogni anno matura una quota pari alla retribuzione annua, tredicesima compresa, divisa per 13,5; il TFR accumulato si rivaluta ogni anno e si paga alla fine del rapporto.
Il minimo per una badante convivente di livello CS, che assiste una persona non autosufficiente, è di 1.193,84 € lordi al mese dal 1° gennaio 2026, più vitto e alloggio e la tredicesima.
Al livello CS la paga minima è 8,30 € l'ora: con 40 ore settimanali sono circa 1.438,67 € lordi al mese.
Da 1,70 a 2,34 € per ogni ora lavorata secondo la paga oraria, oppure 1,24 € l'ora se l'orario supera 24 ore settimanali. Una piccola parte (da 0,31 a 0,59 € l'ora) è a carico del lavoratore.
Si moltiplica lo stipendio mensile per i mesi lavorati nell'anno e si divide per 12. Per chi lavora a ore lo stipendio mensile si ottiene dalla paga oraria per le ore settimanali per 52 diviso 12.
Ogni anno si accantona la retribuzione annua, tredicesima compresa, divisa per 13,5. Le quote si rivalutano ogni anno e il totale si paga quando il rapporto finisce.
No: il datore di lavoro domestico non trattiene l'IRPEF. In busta si trattiene solo la quota di contributi INPS a carico del lavoratore; l'eventuale IRPEF si paga con la dichiarazione dei redditi.