Serve la causale?
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Le regole del contratto a termine nel 2026: causali, proroghe, rinnovi, periodo di prova, recesso, diritti e contributo addizionale.
Nel 2026 un contratto a termine può durare 12 mesi senza causale e fino a 24 con una causale; le proroghe sono al massimo 4 e tra un contratto e l'altro servono 10 o 20 giorni di pausa. Le causali per esigenze tecniche, organizzative o produttive valgono fino al 31 dicembre 2026. Verifica il tuo contratto →
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| Regola | Cosa prevede il D.Lgs. 81/2015 |
|---|---|
| Durata senza causale | 12 mesi |
| Durata massima con causale | 24 mesi (salvo diverso CCNL) |
| Causali ammesse | casi previsti dal CCNL; in mancanza, fino al 31 dicembre 2026, esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti; sostituzione di altri lavoratori |
| Proroghe | massimo 4 in 24 mesi: la quinta trasforma il contratto a tempo indeterminato |
| Pausa tra due contratti | 10 giorni se il primo durava fino a 6 mesi, 20 giorni se di più |
| Lavoro oltre la scadenza | +20% di paga al giorno fino al 10° giorno, +40% dopo; a tempo indeterminato oltre 30 giorni (contratti fino a 6 mesi) o 50 giorni |
| Limite per azienda | 20% dei dipendenti a tempo indeterminato (sempre almeno un contratto fino a 5 dipendenti) |
| Forma | scritta, salvo contratti fino a 12 giorni; copia al lavoratore entro 5 giorni lavorativi |
Per il calcolo dei 12 mesi contano solo i contratti firmati dal 5 maggio 2023. Superati i 12 mesi senza causale, il contratto diventa a tempo indeterminato da quel giorno. Le proroghe sono libere nei primi 12 mesi; dopo servono le causali. Le attività stagionali seguono regole più flessibili.
Né l'azienda né il lavoratore possono recedere liberamente prima della scadenza: è possibile solo per giusta causa, cioè per un fatto così grave da non consentire la prosecuzione del rapporto (art. 2119 del codice civile). Resta possibile il recesso durante il periodo di prova, che nei contratti a termine dura un giorno di lavoro ogni 15 giorni di calendario: da 2 a 15 giorni fino a 6 mesi, fino a 30 giorni tra 6 e 12 mesi. Se il contratto viene rinnovato per le stesse mansioni non si fa una nuova prova.
Per i contratti a termine l'azienda paga un contributo addizionale dell'1,4% della retribuzione imponibile, aumentato di 0,5 punti a ogni rinnovo; non si paga per sostituzioni, stagionali e apprendisti e viene restituito se il rapporto diventa a tempo indeterminato. Nel 2026 chi trasforma a tempo indeterminato il contratto a termine di un under 35 può avere anche l'esonero dei contributi: vedi il bonus giovani 2026.
12 mesi senza causale e fino a 24 mesi con una causale: casi previsti dal CCNL, sostituzione di altri lavoratori o, fino al 31 dicembre 2026, esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti.
Al massimo 4 in 24 mesi, indipendentemente dal numero di contratti: la quinta proroga trasforma il contratto a tempo indeterminato.
Dopo almeno 10 giorni dalla scadenza se il contratto durava fino a 6 mesi, 20 giorni se durava di più; altrimenti il nuovo rapporto è a tempo indeterminato. Le attività stagionali sono escluse.
Prima della scadenza il recesso è ammesso solo per giusta causa o durante il periodo di prova; le dimissioni senza giusta causa possono esporre a una richiesta di risarcimento.
Un giorno di lavoro ogni 15 giorni di calendario: da 2 a 15 giorni per i contratti fino a 6 mesi, fino a 30 giorni per quelli tra 6 e 12 mesi.
Sì: la scadenza del contratto è una perdita involontaria del lavoro, quindi spetta la NASpI se hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.