Regime impatriati 2026: rientro dei cervelli e calcolo del netto

Come funziona l'agevolazione per chi si trasferisce in Italia, chi ne ha diritto e quanto aumenta lo stipendio netto.

Chi si trasferisce in Italia dal 2024 paga l'IRPEF solo sul 50% dello stipendio (40% con un figlio minorenne), fino a 600.000 € all'anno e per 5 anni. Con 60.000 € di RAL il netto sale di circa 12.080 € all'anno. Calcola il tuo netto →

Calcola il netto con il regime impatriati

Lavoratore dipendente trasferito in Italia dal 2024 (art. 5 D.Lgs. 209/2023). Contributi INPS 9,19% sull'intero stipendio (più l'1% oltre 56.224 €), addizionale comunale 0,80%, nessun familiare a carico. Per redditi fino a 40.000 € il calcolo è indicativo: cuneo fiscale e trattamento integrativo hanno regole particolari per gli impatriati.

Come funziona il regime impatriati nel 2026

Il regime dei lavoratori impatriati, detto anche «rientro dei cervelli», è regolato dall'articolo 5 del D.Lgs. 209/2023 per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia dal 2024. I redditi di lavoro prodotti in Italia, entro 600.000 € all'anno, concorrono al reddito imponibile solo per il 50%: la metà dello stipendio è esente da IRPEF.

La quota tassata scende al 40% (esenzione del 60%) se ti trasferisci con un figlio minorenne o se nasce o viene adottato un figlio durante il periodo agevolato, dall'anno della nascita o dell'adozione. Il figlio deve essere residente in Italia.

Il regime vale per l'anno del trasferimento e per i 4 anni successivi. Non sono previste altre proroghe, tranne una: chi si è trasferito nel 2024 ed era diventato proprietario della casa di abitazione entro il 31 dicembre 2023, nei 12 mesi prima del trasferimento, ha altri 3 anni al 50%.

Requisiti

RequisitoRegola 2026
Residenza all'estero prima del trasferimentoNon residenti in Italia nei 3 periodi d'imposta precedenti; 6 se si lavora per lo stesso datore o gruppo che non ti aveva impiegato in Italia, 7 se ti aveva già impiegato in Italia prima della partenza
Impegno a restareResidenza fiscale in Italia per almeno 4 anni, altrimenti si perde il beneficio e si restituisce quanto risparmiato, con gli interessi
Dove si lavoraAttività svolta in Italia per la maggior parte del periodo d'imposta
QualificazioneElevata qualificazione o specializzazione (D.Lgs. 108/2012 e 206/2007), oppure attività di ricerca nell'intelligenza artificiale (dal 10 ottobre 2025)
Redditi agevolatiLavoro dipendente, assimilati e lavoro autonomo da arti e professioni; non i redditi d'impresa
Limite600.000 € di reddito agevolato all'anno
DurataAnno del trasferimento e i 4 successivi (5 periodi d'imposta)

Secondo l'Agenzia delle Entrate (risposta 71/2025) l'elevata qualificazione si dimostra, in alternativa, con una laurea almeno triennale o un titolo di livello EQF 6, con una professione regolamentata, con 5 anni di esperienza professionale comparabile o, per manager e specialisti ICT, con 3 anni di esperienza negli ultimi 7.

Come chiedere il regime impatriati

Il lavoratore dipendente presenta una richiesta scritta al datore di lavoro, che applica lo sconto in busta paga dal periodo di paga successivo e, con il conguaglio di fine anno, dalla data di assunzione. Se il datore di lavoro non lo ha applicato, il beneficio si può chiedere direttamente nella dichiarazione dei redditi (Agenzia delle Entrate, circolare 33/E/2020 e risposta n. 2/2026). I lavoratori autonomi lo applicano in dichiarazione.

Addizionali, contributi e cuneo fiscale

Lo sconto riduce il reddito complessivo: per questo si applica anche alle addizionali regionale e comunale, che si calcolano su quel reddito. Nella Certificazione Unica il datore di lavoro indica come reddito solo il 50% (o il 40%) dello stipendio e la parte esente in un campo a parte.

I contributi INPS non hanno uno sconto: per le regole generali la base contributiva resta l'intero stipendio. L'INPS non ha pubblicato istruzioni specifiche sul nuovo regime, e il calcolatore applica il 9,19% su tutta la RAL.

Per il taglio del cuneo fiscale la parte esente conta per verificare le soglie di reddito, ma la percentuale della somma esente si applica solo alla parte tassata. Per la tassazione agevolata degli aumenti contrattuali e delle maggiorazioni (5% e 15%) l'Agenzia ha chiarito con la circolare 3/E del 2026 che l'imposta sostitutiva si paga sull'intero importo, senza la riduzione degli impatriati.

Chi si è trasferito prima del 2024: il vecchio regime

Chi ha trasferito la residenza in Italia entro il 31 dicembre 2023 continua ad applicare il vecchio regime dell'art. 16 del D.Lgs. 147/2015, più favorevole: il reddito è tassato solo per il 30%, o per il 10% in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia.

Nuovo regime (trasferiti dal 2024)Vecchio regime (trasferiti entro il 2023)
Quota tassata50% (40% con figlio minorenne)30% (10% nelle regioni del Sud)
Residenza all'estero prima3 periodi d'imposta (6-7 con lo stesso gruppo)2 periodi d'imposta
Impegno a restare4 anni2 anni
Redditi d'impresaEsclusiInclusi
ProrogaSolo per chi si è trasferito nel 2024 con casa acquistata prima: 3 anni al 50%5 anni al 50% con figlio minorenne o casa in Italia (10% con 3 figli)

Docenti e ricercatori: l'esenzione del 90%

Per docenti e ricercatori che hanno svolto almeno 2 anni continuativi di ricerca o docenza all'estero vale un regime a parte, l'art. 44 del DL 78/2010: il 90% dei compensi è escluso dal reddito, anche ai fini IRAP, per l'anno del trasferimento e i 5 successivi. Il periodo si allunga di 7 anni con un figlio minorenne o una casa in Italia, di 10 anni con 2 figli e di 12 anni con 3 figli. Secondo l'Agenzia delle Entrate (risposta 16/2025) i due regimi possono convivere nello stesso anno su redditi diversi.

Dal 2027: nuovo testo unico

Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026): il regime impatriati passa all'articolo 225 e quello di docenti e ricercatori all'articolo 226, con lo stesso contenuto. Chi ne beneficia già non deve fare nulla.

Fonti ufficiali

Domande frequenti

Quanto si risparmia con il regime impatriati?

Con una RAL di 60.000 € il netto stimato passa da circa 37.555 € a circa 49.637 € all'anno, cioè circa 12.080 € in più (residente in Lombardia, senza figli). Con un figlio minorenne la quota tassata scende al 40% e il risparmio sale.

Quanto dura il regime impatriati?

5 periodi d'imposta: l'anno del trasferimento e i 4 successivi. L'unica proroga, di 3 anni al 50%, riguarda chi si è trasferito nel 2024 con una casa acquistata entro il 2023.

Chi ha diritto al rientro dei cervelli nel 2026?

Chi si trasferisce in Italia dopo almeno 3 anni di residenza fiscale all'estero, si impegna a restare 4 anni, lavora in Italia per la maggior parte dell'anno ed è altamente qualificato o specializzato.

Il regime impatriati riduce anche le addizionali?

Sì: lo sconto riduce il reddito complessivo, su cui si calcolano anche le addizionali regionale e comunale.

Come si chiede il regime impatriati?

Con una richiesta scritta al datore di lavoro, che lo applica in busta paga; se non lo ha fatto si può recuperare nella dichiarazione dei redditi.

Si pagano i contributi INPS su tutto lo stipendio?

Per le regole generali sì: il regime riduce il reddito imponibile ai fini IRPEF, non la base dei contributi. L'INPS non ha pubblicato istruzioni specifiche sul nuovo regime.

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