Quanti anni prima si può andare in isopensione?
Di norma fino a 4 anni prima dei requisiti per la pensione; fino a 7 anni per le uscite con decorrenza entro il 1° dicembre 2026.
Cos'è l'isopensione, quanti anni prima della pensione si può uscire nel 2026, chi paga l'assegno e quali aziende possono usarla.
L'isopensione permette di lasciare il lavoro fino a 7 anni prima della pensione (per le uscite con decorrenza entro il 1° dicembre 2026, poi 4 anni) con un assegno pari alla pensione maturata, pagato dall'azienda tramite l'INPS. Serve un accordo sindacale in aziende con più di 15 dipendenti.
L'isopensione (legge 92/2012, art. 4) è un accompagnamento alla pensione pagato dall'azienda: il lavoratore lascia il lavoro e riceve ogni mese un assegno pari alla pensione maturata fino a quel momento, finché non raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
Se nel frattempo aumentano i requisiti per la pensione, l'INPS continua a pagare l'assegno fino alla nuova data (circolare 41/2026). Nel settore del credito, oltre all'isopensione, ci sono gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà, regolati dagli accordi del settore.
Di norma l'isopensione copre al massimo 4 anni prima della pensione. Dal 2018 al 2026 il periodo può arrivare a 7 anni: secondo l'INPS (circolare 104/2026) gli 84 mesi valgono per le uscite con decorrenza entro il 1° dicembre 2026; dopo si torna ai 48 mesi. A metà ottobre 2026 non c'era una proroga per il 2027.
Di norma fino a 4 anni prima dei requisiti per la pensione; fino a 7 anni per le uscite con decorrenza entro il 1° dicembre 2026.
L'azienda: versa ogni mese all'INPS l'importo dell'assegno e i contributi figurativi, garantiti da una fideiussione bancaria.
Un assegno pari alla pensione maturata al momento dell'uscita, fisso per tutto il periodo e pagato su 13 mensilità; è tassato con l'IRPEF ordinaria e non si riduce se si trova un altro lavoro.
Quelle con in media più di 15 dipendenti, con un accordo con i sindacati più rappresentativi a livello aziendale.