Netto annuo stimato
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IRPEF, INPS, addizionali e cuneo fiscale: la guida completa con esempi pratici.
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La domanda "quante tasse si pagano in Italia sullo stipendio?" non ha una risposta unica: dipende dal reddito, dalla regione, dalla situazione familiare e dal tipo di contratto. Questa guida ti spiega in modo chiaro ogni componente del prelievo fiscale sul lavoro dipendente in Italia nel 2026.
Se vuoi una stima immediata del tuo caso specifico, usa il calcolatore da lordo a netto.
I contributi previdenziali INPS a carico del lavoratore dipendente ammontano al 9,19% della retribuzione lorda (con alcune variazioni per contratti particolari). Vengono trattenuti mensilmente e riducono l'imponibile su cui si calcola l'IRPEF.
Questa percentuale non è una tassa in senso stretto: alimenta il montante contributivo individuale da cui deriverà la pensione futura. Il datore di lavoro versa inoltre un contributo aggiuntivo di circa il 23–24% che non appare nella busta paga del dipendente.
L'IRPEF è l'imposta principale e funziona a scaglioni progressivi. In base alla riforma fiscale confermata per il 2026, le aliquote sono:
L'aliquota si applica in modo marginale: un reddito imponibile di 40.000 € viene tassato al 23% per i primi 28.000 € e al 35% solo per i restanti 12.000 €. L'aliquota media effettiva è quindi sempre inferiore all'aliquota marginale.
Le detrazioni abbassano l'imposta lorda calcolata. Le principali per i lavoratori dipendenti:
Le detrazioni per figli a carico under 21 sono state in larga parte sostituite dall'Assegno Unico Universale INPS, che viene erogato separatamente e non compare in busta paga.
Si aggiungono all'IRPEF e variano a seconda del luogo di residenza fiscale:
Entrambe vengono trattenute in busta paga durante l'anno a titolo di acconto sull'anno precedente e conguaglio.
La tabella seguente mostra il prelievo complessivo stimato (contributi + IRPEF + addizionali) per un lavoratore dipendente in Lombardia senza carichi:
I valori sono stime orientative. Il prelievo effettivo dipende anche da addizionale comunale, carichi familiari e bonus specifici.
Il cuneo fiscale è la differenza tra il costo totale del lavoro sostenuto dal datore di lavoro e il netto che il dipendente riceve in busta paga. In Italia, questo cuneo è tra i più alti d'Europa.
Con la riforma in vigore dal 2024 (confermata per il 2026), i lavoratori con redditi fino a 35.000 € beneficiano di una riduzione delle trattenute previdenziali, con un risparmio in busta paga di circa 40–100 €/mese a seconda del reddito.
Il nostro calcolatore include già questo beneficio nella stima del netto.
Anche la pensione da lordo a netto è soggetta all'IRPEF. Le aliquote sono le stesse dei lavoratori dipendenti (23%, 35%, 43%), ma le detrazioni sono diverse:
Non si pagano contributi INPS sulla pensione percepita. Il prelievo totale è quindi inferiore rispetto a uno stipendio equivalente, soprattutto per le pensioni medie e basse.
Per un lavoratore dipendente con reddito medio (25.000–35.000 € RAL), l'aliquota media effettiva totale (INPS + IRPEF + addizionali) è circa il 26–30% del lordo. L'aliquota marginale IRPEF può essere del 23% o del 35%, ma l'aliquota media effettiva è sempre inferiore grazie alle detrazioni.
Con RAL 30.000 €, le trattenute totali stimate (INPS + IRPEF netta + addizionali) sono circa 8.000–8.400 €, pari a circa il 27–28% del lordo. Il netto annuo è circa 21.600–22.000 €.
Il cuneo fiscale italiano è tra i più alti d'Europa, specialmente per i redditi medi. Secondo dati OCSE recenti, il cuneo fiscale totale (contributi datore + dipendente + IRPEF) supera il 45% del costo del lavoro per un reddito medio, contro una media OCSE di circa 34–36%.
Nel regime forfettario non si paga l'IRPEF ordinaria ma un'imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni) sul reddito imponibile, calcolato come fatturato × coefficiente di redditività ATECO. Si pagano anche contributi INPS (circa 25–26%). Il prelievo complessivo è generalmente inferiore a quello del lavoro dipendente per redditi medi.